Nel corso della riunione dello scorso giugno dell’ISO/TC 207 “Environmental management” – il comitato tecnico internazionale incaricato della revisione della norma ISO 14001 sui sistemi di gestione ambientale – è stato adottato un nuovo piano di pubblicazione dei documenti. Prevista inizialmente per il gennaio 2015, la data di pubblicazione della nuova ISO 14001 è stata rimandata al giugno dello stesso anno.

Lo spostamento della data di pubblicazione della nuova edizione della ISO 14001 è dovuto alla sua evoluzione. Il primo progetto di documento (CD1) generato dal comitato di esperti e pubblicato nel marzo 2013 ha suscitato parecchi commenti da parte dei comitati nazionali, sia nella forma che nei contenuti, sui quali sta lavorando il sottocomitato tecnico ISO/TC 207 SC1.

Il nuovo calendario adottato che definisce le fasi di pubblicazione della nuova ISO 14001 è il seguente:

  • 6-11 ottobre 2013: esame dei commenti sul documento CD1
  • novembre 2013: pubblicazione del CD2
  • marzo-maggio 2014: esame dei commenti sul documento CD2 e passaggio allo stadio di progetto di norma internazionale (DIS)
  • settembre-novembre 2014: voto sul progetto (DIS)
  • marzo-aprile 2015: voto sul progetto finale (FDIS)
  • giugno 2015: pubblicazione della norma ISO 14001:2015

Per quanto riguarda la certificazione secondo la versione 2015, nessuna modalità è stata al momento proposta. L’ISO-International Organization for Standardization ha però già indicato un periodo di transizione della durata di 2 anni.

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L 179/1 del 29/06/2013 la DIRETTIVA 2013/35/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 giugno 2013 sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (ventesima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) e che abroga la direttiva 2004/40/CE.

Si ricorda che la Direttiva 2004/40/CE, ora abrogata, all’art. 13, comma 1, indica la data di entrata in vigore del Titolo VIII, Capo IV del D. Leg.vo 81/2008, recante disposizioni in materia di protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici.

La nuova direttiva, che si applica a tutti i lavoratori, introduce dei nuovi limiti di esposizione e disposizioni volte a semplificare la valutazione dei rischi effettuata dal datore di lavoro.

Con l’introduzione della nuova direttiva, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 01/07/2016, il citato Titolo VII, Capo IV del D. Leg.vo 81/2008, che ha recepito la Direttiva 2004/40/CE, dovrà essere riscritto in conformità alle nuove disposizioni. Fino al recepimento della nuova direttiva permarrà, dunque, l’obbligo di valutazione dei rischi, ma non l’obbligo di rispettare le disposizioni del citato Titolo VIII, Capo IV. Pertanto decadrà la scadenza del 31/10/2013.

Si ricorda che il termine in oggetto, entro il quale gli Stati membri mettono in vigore i propri provvedimenti di recepimento in materia di protezione dai rischi di esposizione dei lavoratori a campi elettromagnetici, è stato da uiltimo prorogato dal 30/04/2012 al 31/10/2013 con la Direttiva 2012/11/UE.

Il medesimo termine era già stato prorogato al 30/04/2012 dall’art. 11 della L. 04/06/2010, n. 96 (Comunitaria 2009), recependo la direttiva 2008/46/CE che ha modificato la direttiva 2004/40/CE.

Biografia

Antonio GellaAntonio Gella è entrato nella Gas Natural Fenosa, nel 1987, svolgendo i suoi compiti in diverse posizioni dell’Area Tecnica di Distribuzione del Gas, tra le quali quella di Responsabile del Dipartimento degli Audit Tecnici per la Certificazione dei Sistemi di gestione ISO 9001 e di ISO 14001. Prima della nomina di Responsabile per la Prevenzione, Salute, Ambiente e Garanzia di Qualità del Gruppo Gas Natural Fenosa, Antonio Gella è stato per 13 anni il capo della Direzione per la valorizzazione della Distribuzione del Gas Naturale in Europa. Ingegnere Industriale e laureato in Ingegneria Meccanica, Gella ha conseguito un Master in Management e Direzione Aziendale (UPC) e studi post-laurea in Management d’Impresa (IESE). Inoltre ha insegnato presso l’Istituto di Energia, nel Club Spagnolo di Energia, SEDIGAS, e nell’Università Aziendale della Gas Natural Fenosa.

Responsabile per la prevenzione, salute, ambiente e qualità della gas natural fenosa
Estratta dal n° 281 – aprile 2013 di aenor – rivista di normazione e certificazione

La Qualità, nel suo significato più ampio, deve diventare una caratteristica distintiva dell’industria“.
Nella Gas Natural Fenosa i Sistemi di Gestione sono un modo di lavorare per facilitare l’esecuzione dei processi, il loro controllo, il monitoraggio e il miglioramento in tutte le società del Gruppo presente in oltre 25 Paesi. Per Antonio Gella, oltre al coinvolgimento del top management, la chiave per il successo di questi sistemi è l’impegno delle persone e le attrezzature che sono parte dell’organizzazione.

Come si struttura la presenza della Gas Naturale Fenosa al suo esterno?

Siamo presenti in tutti i cinque continenti e con varie attività“. Questa presenza internazionale è strutturata due modi. In America Latina la gestione della nostra attività è centralizzata sotto un unico Dipartimento. Mentre, l’attività in Europa e nel Mediterraneo è strutturata attraverso vari Dipartimenti dedicati alle attività principali del nostro core business; cioè attività regolamentata, produzione e commercializzazione, ecc. In entrambi i casi, i dipartimenti generali osservano le linee guida trasmesse dalla Corporazione che permettono di uniformare progetti e processi, massimizzare le sinergie di gestione e condividere l’esperienza, elemento cruciale per il miglioramento continuo dei nostri processi.

Quale modello segue per implementare livelli di qualità omogenei in diversi paesi, con culture modi di fare diversi? Centralizzato o decentrato?

Quello implementato è un modello di gestione centralizzata sufficientemente dettagliato da garantire omogeneità e sufficientemente flessibile da adattarsi alle peculiarità del business e dei diversi Paesi. La questione chiave è il ruolo delle Amministrazioni Aziendali, che hanno il duplice compito di definire le politiche generali e garantirne la corretta applicazione, così pure quello di saper captare le migliori iniziative di successo di ciascun paese, trasmetterle e adattarle agli altri Paesi e attività. A questo proposito, le verifiche servono per rilevare tali iniziative. Per questo, oltre al nucleo centrale in Spagna, in ciascun paese lavorano rappresentanze specifiche dei settori qualità, ambiente, sicurezza e salute. Questo modello è applicato in tutto il gruppo; quindi, in diversi paesi, imprese e società per un totale di quasi 16.000 lavoratori.

La vasta esperienza del Gruppo in Spagna, in che modo ha influenzato le decisioni imposti nei vari paesi in termini di qualità e di ambiente?

Ovviamente la nostra origine è stata in Spagna, ma l’espansione internazionale è iniziata negli anni ’80 con il gasdotto Maghreb. La nostra buona capacità di adattamento credo sia dovuta a due ragioni. In primo luogo abbiamo avuto diverse fusioni e acquisizioni. Questo fatto ci ha conferito, in primo luogo, una capacità molto alta d’integrazione in culture e forme diverse e in secondo luogo, ha condotto all’acquisizione di aziende fuori dai nostri confini. Pertanto, il nostro modello di gestione ha tratto da varie fonti, ed è stata questa la chiave per la capacità di adattamento.

La struttura dei programmi di relazione, per esempio l’Iniziativa “Menos Gases de Efecto Invernadero” (Meno Gas Serra), è di portata globale o è realizzata solo in paesi selezionati?

L’Iniziativa Menos GEI è applicabile a livello globale all’interno della nostra azienda. Questa iniziativa si basa su otto principi che mirano a minimizzare le emissioni di gas serra derivanti dalle nostre attività. L’iniziativa fa parte della strategia aziendale e si sviluppa attraverso tre aree d’intervento principali: migliorare l’eco-efficienza, gestione del carbonio e la consapevolezza della società. Tutti i nostri programmi ambientali e di altri settori sono sviluppati a livello globale per tutto il gruppo. Infatti, ritengo che siamo molto ben posizionati a livello internazionale. Ad esempio, per l’Indice Dow Jones di Sostenibilità siamo la prima società di gas nel mondo, e nell’ambito del Carbon Disclosure Project siamo la prima società spagnola e la terza nel mondo tra le 500 che aderiscono al progetto.

La Spagna è al primo posto del posizionamento (ranking) ISO concernente le certificazioni del Sistema di Gestione di Efficienza Energetica, la cui pubblicazione ha suscitato grandi attese Ritiene che si realizzeranno?

Credo che l’efficienza energetica sia uno dei pilastri per lo sviluppo sostenibile nella sua dimensione economica e ambientale. È anche un importante elemento competitivo soprattutto per i grandi consumatori.  La recente direttiva 2012/27/EU fornisce un supporto che riteniamo essenziale per questo tipo di azione grazie al quale, a mio avviso, il successo di tali sistemi è garantito; non sappiamo se in un tempo così breve come si sperava, poiché si deve tener presente che la crisi attuale potrebbe rallentarne lo sviluppo. Nel nostro caso, abbiamo esperienza nella realizzazione e certificazione di questo tipo di sistemi e siamo consapevoli dei benefici chiari e diretti nei processi di produzione. Allo stesso tempo, e data la natura di Gas Naturale Fenosa, abbiamo vari prodotti nel nostro portafoglio il cui valore principale consiste nell’ottimizzazione dei consumi energetici.

Come aiuta l’applicazione di sistemi di gestione nell’internazionalizzazione delle operazioni? Che ruolo hanno gli standard come linguaggio tra aziende ubicate luoghi diversi?

Essere certificati aiuta a essere ben posizionati e valutati all’estero. E gli investitori danno sempre maggior valore alle società che includono nelle proprie strategie aspetti come la Responsabilità Sociale Aziendale o le politiche ambientali. Inoltre, vi sono processi trasversali che si applicano a tutte le società in tutti i paesi, e per questo gli standard tecnici e di gestione presuppongono uno strumento essenziale per definire e comunicare la metodica di esercizio. In alcuni casi, i requisiti normativi e le situazioni specifiche devono essere adattate alle esigenze di un paese.

Secondo lei, quali sono gli elementi chiave per il successo di un sistema di gestione?

Dovrebbe essere chiaro fin dall’inizio che il sistema di gestione è uno strumento di lavoro per agevolare l’attuazione dei processi, il loro controllo, monitoraggio e miglioramento. Questo è fondamentale, perché se è visto solo come un peso in più al lavoro quotidiano, abbiamo iniziato male. Anche questo è imprescindibile il coinvolgimento e la fiducia al più alto livello.
Una volta superati questi aspetti, dovrebbe svilupparsi una buona pianificazione in cui le responsabilità e le risorse siano definite chiaramente. E il valore principale sono le persone e le attrezzature che lo rendono possibile, tenendo presente che una volta maturo, il sistema dovrebbe funzionare per noi e dandoci valore (coraggio).

Gas Natural Fenosa come struttura il mantenimento di un certo livello qualità tra i suoi fornitori?

“Il nostro modello di gestione è stato alimentato da varie fonti ed è questa la chiave della sua adattabilità”. Essere certificati aiuta a essere ben posizionati e valorizzati all’estero ” Gas Natural Fenosa ha procedure di approvazione e controllo dei fornitori che garantiscono la conformità ai requisiti minimi richiesti. Gestione della catena di fornitura della Gas Natural Fenosa cerca di stabilire rapporti commerciali a lungo termine. È sempre più necessario, anzi essenziale, non avere fornitori ma partner, garantendo in ogni momento il rispetto delle condizioni contrattuali stabilite in precedenza. Con un partner si cerca di stabilire rapporti a lungo termine che permettono di conseguire miglioramenti e anche di ottenere benefici reciproci per entrambi, fornitori e società. E, ovviamente, è chiesto loro di essere in linea con la cultura della Gas Natural Fenosa. E per questo, le norme internazionali di qualità sono la base di riferimento. A questo proposito, si noti che il modello di approvvigionamento della Gas Natural Fenosa che costituisce parte fondamentale di questo sforzo è stato riconosciuto nella terza edizione di AERCE diamante nella “Trasformazione della funzione acquisti.

Cosa si aspetta un’organizzazione come Gas Natural Fenosa da un ente di certificazione?

Per noi l’ente di certificazione deve assicurarci che conduciamo i processi in maniera corretta ed efficiente e che rispettiamo i requisiti che ci sono richiesti. Inoltre, ci aspettiamo che i processi di Audit aggiungano valore quando trovano punti deboli o opportunità di miglioramento dei nostri processi, senza perdere di vista l’obiettivo del business.

Qual è la sua valutazione della struttura di qualità nel tessuto economico spagnolo, rispetto ad altri paesi sviluppati?

Nell’ambiente in cui sviluppiamo il nostro business, la qualità ambientale quanto quella del prodotto e del servizio che offriamo, gioca un ruolo fondamentale. Infatti, è evidente l’impatto sul consumatore di un servizio carente nei processi di erogazione di energia. D’altro canto, oggi lo sviluppo delle nostre attività sarebbe incomprensibile se non si andasse oltre ciò che esige la normativa sull’ambiente e la sostenibilità. La qualità, nel suo significato più ampio, dovrebbe essere un fattore distintivo dell’industria spagnola, che ci caratterizzi quando sviluppiamo il nostro lavoro in altre aree geografiche, come ad esempio già avviene in gran parte dei settori industriali, come l’energia. E, naturalmente, è uno dei pilastri e delle leve per superare la crisi. Oggi non si può essere competitivi senza ottimizzare i propri livelli di qualità. Credo che la qualità in Spagna sia a buoni livelli, forse abbiamo bisogno di comunicarlo in alcuni settori al di fuori dei nostri confini.

Come si è evoluto nelle aziende il ruolo di responsabile di qualità e ambiente negli ultimi anni? Come vede il suo futuro?

La qualità, la tutela dell’ambiente e anche la sicurezza e la salute sul lavoro, sono diventati una questione strategica per le aziende. Sarebbe incomprensibile che un’azienda possa essere leader in un settore senza volerlo essere in queste aree. Da fattori volontari questi sono diventati valore strategico essenziale. Questa evoluzione si avverte anche verificando come sono posizionati nelle organizzazioni i responsabili che si occupano di questi aspetti: sempre più vicino al top management. Tutto ciò ha fatto sì che il responsabile di qualità e ambiente debba essere più orientato ai clienti, ai processi e la loro ottimizzazione e miglioramento. Inoltre il Responsabile per l’ambiente concentra la sua attività riguardante l’impatto ambientale derivante dall’attività produttiva e dagli stakeholders, assicurando che il processo produttivo segua le condizioni interne ed esterne che la società richiede.

 

Fonte: Rivista Aenor n. 281 Aprile 2013

Se la scuola cambia e si rinnova, allora devono cambiare anche gli edifici e gli spazi educativi, secondo nuovi criteri per la costruzione degli edifici scolastici e uno sguardo al futuro, ai nuovi spazi di apprendimento coerenti con le innovazioni determinate dalle tecnologie digitali e dalle evoluzioni della didattica. Sono questi i principi ispiratori delle nuove Linee Guida per le architetture interne delle scuole varate oggi, su proposta del ministro Francesco Profumo, dopo il parere della Conferenza Unificata. Tra gli obiettivi di fondo, garantire edifici scolastici sicuri, sostenibili, accoglienti e adeguati alle più recenti concezioni della didattica, sostenute dal percorso di innovazione metodologica intrapreso grazie alla progressiva diffusione delle ICT nella pratica educativa.

Le Linee Guida rinnovano i criteri per la progettazione dello spazio e delle dotazioni per la scuola del nuovo millennio. Per questo motivo si discostano dallo stile prescrittivo delle precedenti, risalenti al 1975. La nuova logica, infatti, è di tipo “prestazionale”, e rende i criteri di progettazione più agevolmente adattabili alle esigenze didattiche e organizzative di una scuola in continuo mutamento. Vengono dunque riconfigurate la architetture interne, proponendo una concezione dello spazio differente da un modello di organizzazione della didattica rimasto ancorato alla centralità della lezione frontale. Le Linee Guida appena approvate propongono invece spazi modulari, facilmente configurabili e in grado di rispondere a contesti educativi sempre diversi, ambienti plastici e flessibili, funzionali ai sistemi di insegnamento e apprendimento più avanzati. Se infatti cambiano le metodologie della didattica, superando l’impostazione frontale, anche la realizzazione degli edifici scolastici dovrà rispondere a parametri e criteri architettonici e dell’organizzazione dello spazio del tutto nuovi.

La predisposizione e l’approvazione delle nuove Linee Guida si inserisce all’interno di un percorso, seguito dal Miur, iniziato con un’approfondita ricognizione internazionale, presentata nell’ambito del convegno “Quando lo spazio insegna” del 16 maggio 2012. In quella occasione è stata avviata una ricerca di soluzioni operative che consentano un’effettiva rigenerazione del patrimonio scolastico, per renderlo più adatto all’evoluzione tecnologica e rispondente ai criteri di sicurezza. Un impegno, questo, che si è poi concretizzato anche attraverso la recente direttiva firmata dal ministro Profumo, che prevede lo stanziamento di 38 milioni di euro da destinare alla costruzione di nuove scuole attraverso lo strumento del fondo immobiliare e nel rispetto delle nuove Linee Guida.

Con Voto del 13 marzo 2012 (n.144) la Prima Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso parere favorevole alle Linee Guida per l’impiego di prodotti, materiali e manufatti innovativi in legno per uso strutturale, emanate in applicazione del Cap. 11.1, lett. C), del DM 14.1.2008.

Le Linee Guida si propongono di fornire indicazioni e fissare i requisiti necessari per l’impiego di quei prodotti o manufatti innovativi, ai sensi delle norme tecniche delle costruzioni, destinati ad un uso portante nelle costruzioni in legno. In sostanza si tratta di quei materiali/prodotti che rispondono al requisito 1 “Resistenza meccanica e stabilità” ai sensi della Direttiva Prodotti da Costruzione e per i quali non è disponibile né una norma europea armonizzata, né un iter di qualificazione conforme al punto 11.1 lett. B) del DM 14.1.2008, per il quale il richiedente sia già in possesso di un Benestare Tecnico Europeo/Valutazione Tecnica all’Impiego.

In tali casi, ai sensi del punto 11.1 lett. C) del DM 14.1.2008, il produttore deve richiedere una Certificazione di Idoneità Tecnica all’Impiego.

I contenuti tecnici delle Linee Guida approvate sono integrativi rispetto alle indicazioni e prescrizioni sul materiale costruttivo “legno” contenuti nelle Norme Tecniche vigenti, le quali devono intendersi comunque applicabili, per quanto possibile, ai prodotti in esame.

I contenuti delle Linee Guida si applicano anche per i prodotti provenienti dall’estero per i quali è richiesto il riconoscimento dell’equivalenza della procedura adottata nei paesi di origine ai sensi del par. 11.7.10.2 (“prodotti provenienti dall’estero”).

Le Linee Guida descrivono altresì la procedura per il rilascio, da parte del Servizio Tecnico Centrale, della certificazione di Idoneità Tecnica all’impiego: sono indicati i documenti che il richiedente deve presentare al STC per il rilascio della predetta Certificazione; è altresì illustrato l’iter istruttorio delle istanze.

Nella  GU n. 73 del 27-3-2013 – Suppl. Ordinario n. 21 è stato pubblicato la il D. 31 luglio 2012: Approvazione delle Appendici nazionali recanti i parametri tecnici per l’applicazione degli Eurocodici.

Scarica Decreto

Sono varie le situazioni per le quali le vigenti NTC 2008 prevedono il ricorso, obbligatorio, alla Dichiarazione o Certificazione di idoneità tecnica all’impiego per materiali strutturali o sistemi costruttivi, “non usuali” o “non tradizionali”.

L’art.1 della Legge 2.2.1974 n.64 (successivamente confluito – con modifiche- nell’art.52 del DPR n.380/2001) prevede che “qualora vengano usati materiali o sistemi costruttivi diversi da quelli disciplinati dalle norme tecniche in vigore, la loro idoneità deve essere comprovata da una dichiarazione rilasciata dal Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, su conforme parere dello stesso Consiglio”.

Inoltre, l’art.7 della legge 2.2.1974 n.64 (successivamente confluito nell’art.56 del DPR n.380/2001) ha previsto l’obbligo della certificazione di idoneità tecnica, da rilasciarsi a cura del Presidente del Consiglio Superiore dei ll.pp., per le strutture a pannelli portanti, intendendosi per tali quelle formate “con l’associazione di pannelli verticali prefabbricati (muri), di altezza pari ad un piano e di larghezza superiore ad un metro, resi solidali a strutture orizzontali (solai) prefabbricate o costruite in opera” (art.54 DPR 380/2001).

Secondo quanto indicato dal p.to 4.1.10.2 del D.M. 14.1.2008, i manufatti prefabbricati per i quali è stata rilasciata la certificazione di idoneità tecnica ai sensi degli artt. 1 e 7 del la legge n.64/74, quindi anche quelli destinati alla realizzazione dei sistemi costruttivi a pannelli portanti, devono intendersi equiparati a produzioni in serie, e pertanto sul produttore incombe l’obbligo di eseguire i controlli e le verifiche associate a tali produzioni.

L’art.11.1 C) delle NTC 2008, in linea con il citato art.52, prevede che “i materiali e prodotti per uso strutturale innovativi o comunque non citati nel presente capitolo e non ricadenti in una delle tipologie A) o B) [marcatura CE su norma europea armonizzata]” dovranno “essere in possesso di un Certificato di idoneità tecnica all’impiego rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale sulla base di Linee Guida approvate dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici”. Analogamente, secondo lo stesso art. 11.1.C), per i prodotti non in possesso di marcatura CE sulla base di apposite Benestare Tecnico Europeo.

Infine, il p.to 4.6 delle NTC 2008 prevede che “materiali non tradizionali o non trattati nelle presenti norme tecniche, potranno essere utilizzati per la realizzazione di elementi strutturali od opere,previa autorizzazione del Servizio Tecnico Centrale su parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici”.

Sul sito internet del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è disponibile l’elenco dei documenti con i quali corredare l’istanza per l’ottenimento del Certificato di idoneità tecnica. Detto elenco deve ovviamente essere adeguato in relazione allo specifico materiale proposto.

Approvata e pubblicata da UNI la prassi di riferimento che fornisce indirizzi operativi per il rilascio della asseverazione, nel settore delle costruzioni edili e di ingegneria civile, della corretta adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza, prevista dall’art. 51 del D. Lgs 81/08 e s.m.i..

Il documento fornisce un’indicazione operativa nazionale ai Comitati Paritetici Territoriali (CPT).

Gli organismi paritetici deputati a svolgere questo compito sono quelli costituiti, su iniziativa di una o più associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative nell’ambito del sistema contrattuale di riferimento (art. 2 D.Lgs. 276/2003 e art. 2, comma 1 lettera ee) del D.Lgs. 81/2008).

In data 28 febbraio 2013 è stato pubblicato l’elenco delle nuove norme dei prodotti da costruzione.

Scarica allegato

In data 28 Febbraio 2013, AENOR ha pubblicato e ritirato le seguenti nuove norme (in lingua spagnola):

Periodo informativo dal 21-02-2013 al 28-02-2013

Normas Editadas para Colección completa de normas UNE

Código

Fecha Edición

UNE-CEN ISO/TS 16186:2013 EX

2013-02-27

   

Calzado. Sustancias críticas potencialmente presentes en calzado y componentes de calzado. Método de ensayo para la determinación cuantitativa de dimetilfumarato (DFMU) en materiales de calzado. (ISO/TS 16186:2012).

UNE-EN 14081-2:2010+A1:2013

2013-02-27

   

Estructuras de madera. Madera estructural con sección transversal rectangular clasificada por su resistencia. Parte 2: Clasificación mecánica. Requisitos complementarios para el ensayo inicial de tipo.

UNE-EN 13583:2013

2013-02-27

   

Láminas flexibles para la impermeabilización. Láminas bituminosas, plásticas y de caucho para impermeabilización de cubiertas. Determinación de la resistencia al granizo.

UNE-EN 10223-4:2013

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos y mallas. Parte 4: Malla electrosoldada.

UNE-EN 50152-1:2013

2013-02-27

   

Aplicaciones ferroviarias. Instalaciones fijas. Requisitos particulares para aparamenta de corriente alterna. Parte 1: Interruptores automáticos con tensión nominal superior a 1 kV.

UNE-EN 10223-6:2013

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos y mallas. Parte 6: Enrejado de simple torsión.

UNE-EN 10223-1:2013

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos y mallas. Parte 1: Alambre de espino de acero recubierto de cinc o de aleación de cinc.

UNE-EN 10223-2:2013

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos y mallas. Parte 2: Malla hexagonal de acero para usos agrícolas, aislamientos y vallados.

UNE-EN 10223-7:2013

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos y mallas. Parte 7: Paneles de malla electrosoldada para cerramientos.

UNE-EN 60335-2-13:2010/A11:2013

2013-02-27

   

Aparatos electrodomésticos y análogos. Seguridad. Parte 2-13: Requisitos particulares para freidoras, sartenes y aparatos análogos.

UNE-EN 60734:2013

2013-02-27

   

Aparatos electrodomésticos. Aptitud para la función. Agua dura para los ensayos.

UNE-EN 14214:2013

2013-02-27

   

Productos petrolíferos líquidos. Ésteres metílicos de ácidos grasos (FAME) para motores diésel y equipos de calefacción. Requisitos y métodos de ensayo.

UNE-EN 10223-5:2013

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos y mallas. Parte 5: Malla anudada.

UNE-EN 779:2013

2013-02-27

   

Filtros de aire utilizados en ventilación general para eliminación de partículas. Determinación de las prestaciones de los filtros.

UNE-EN 846-5:2013

2013-02-27

   

Métodos de ensayo de componentes auxiliares para fábricas de albañilería. Parte 5: Determinación de la resistencia a tracción y a compresión y de las características de carga-desplazamiento de las llaves (ensayo entre dos elementos).

UNE-EN 14878:2013

2013-02-27

   

Textiles. Comportamiento frente al fuego de las prendas infantiles para dormir. Especificación.

UNE-EN 13272:2013

2013-02-27

   

Aplicaciones ferroviarias. Alumbrado eléctrico para el material rodante de sistemas de transporte público.

UNE-EN ISO 3059:2013

2013-02-27

   

Ensayos no destructivos. Ensayo mediante líquidos penetrantes y partículas magnéticas. Condiciones de observación. (ISO 3059:2012).

UNE-EN ISO 8359:2009/A1:2013

2013-02-27

   

Concentradores de oxígeno para uso médico. Requisitos de seguridad. Modificación 1. (ISO 8359:1996/Amd 1:2012).

UNE-EN ISO 15223-1:2013

2013-02-27

   

Productos sanitarios. Símbolos a utilizar en las etiquetas, el etiquetado y la información a suministrar. Parte 1: Requisitos generales. (ISO 15223-1:2012).

UNE-EN ISO 10642:2005/A1:2013

2013-02-27

   

Tornillos de cabeza avellanada con hueco hexagonal. (ISO 10642:2004/Amd 1:2012).

UNE-EN ISO 10993-12:2013

2013-02-27

   

Evaluación biológica de productos sanitarios. Parte 12: Preparación de muestras y materiales de referencia. (ISO 10993-12:2012).

UNE-EN ISO 2400:2013

2013-02-27

   

Ensayos no destructivos. Examen por ultrasonidos. Especificaciones relativas al bloque de calibración nº 1. (ISO 2400:2012).

UNE-EN ISO 4920:2013

2013-02-27

   

Textiles. Determinación de la resistencia de los tejidos al mojado superficial (ensayo de rociado). (ISO 4920:2012).

UNE 102011:2013

2013-02-27

   

Escayolas para la construcción. Especificaciones.

UNE 155000:2013 V2

2013-02-27

   

Frutas y hortalizas frescas. Producción controlada. Requisitos generales.

 

Normas Anuladas para Colección completa de normas UNE

Código

Fecha Baja

UNE-EN 24920:1993

2013-02-27

   

Textiles. Determinación de la resistencia de los tejidos al mojado superficial. Ensayo de rociado. (ISO 4920:1981). (Versión oficial EN 24920:1992).

UNE-EN 12223:2000

2013-02-27

   

Ensayos no destructivos. Examen por ultrasonidos. Especificaciones relativas al bloque patrón nº 1.

UNE-EN 13583:2001

2013-02-27

   

Láminas flexibles para la impermeabilización. Láminas bituminosas, plásticas y de caucho para cubiertas. Determinación de la resistencia al granizo.

UNE-EN 14214:2009+A1:2010

2013-02-27

   

Combustibles de automoción. Ésteres metílicos de ácidos grasos (FAME) para motores diésel. Requisitos y métodos de ensayo.

UNE-EN 779:2003

2013-02-27

   

Filtros de aire utilizados en ventilación general para eliminación de partículas. Determinación de las prestaciones de los filtros.

UNE-EN 14213:2003

2013-02-27

   

Combustibles para calefacción. Ésteres de metilo de ácidos grasos (FAME). Requisitos y métodos de ensayo.

UNE-EN 10223-2:1998/A1:2005

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos. Parte 2: Malla hexagonal de acero para usos agrícolas, aislamientos y vallados.

UNE-EN 14081-2:2010

2013-02-27

   

Estructuras de madera. Madera estructural con sección transversal rectangular clasificada por su resistencia. Parte 2: Clasificación mecánica. Requisitos complementarios para el ensayo inicial de tipo.

UNE-EN 10223-2:2000 ERRATUM

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos. Parte 2: Malla hexagonal de acero para usos agrícolas, aislamientos y vallados.

UNE-EN 13272:2002

2013-02-27

   

Aplicaciones ferroviarias. Iluminación eléctrica para el material rodante de sistemas de transporte público.

UNE-EN 10223-7:2004

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos. Parte 7: Paneles de malla electrosoldada para cerramientos.

UNE-EN 14213/AC:2004

2013-02-27

   

Combustibles para calefacción. Ésteres de metilo de ácidos grasos (FAME). Requisitos y métodos de ensayo.

UNE-EN 14878:2007/AC:2009

2013-02-27

   

Textiles. Comportamiento frente al fuego de la ropa de cama infantil. Especificación.

UNE-EN 846-5:2001

2013-02-27

   

Métodos de ensayo de componentes auxiliares para fábricas de albañilería. Parte 5: Determinación de la resistencia a tracción y a compresión y las características de carga-desplazamiento de las llaves (ensayo entre dos elementos).

UNE-EN 14878:2007

2013-02-27

   

Textiles. Comportamiento frente al fuego de la ropa de cama infantil. Especificación.

UNE-EN 10223-1:1998

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos. Parte 1: Alambre de espino de acero recubierto de cinc o de aleación de cinc.

UNE-EN 10223-2:1998

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos. Parte 2: Malla hexagonal de acero para usos agrícolas, aislamientos y vallados.

UNE-EN 10223-4:1999

2013-02-27

   

Alambre de acero y productos de alambre para cerramientos. Parte 4: Malla electrosoldada.

UNE-EN 10223-5:1999

2013-02-27

   

Alambre de acero y productos de alambre para cerramientos. Parte 5: Malla anudada.

UNE-EN 10223-6:1999

2013-02-27

   

Alambres de acero y productos de alambre para cerramientos. Parte 6: Enrejado de simple torsión.

UNE-EN ISO 3059:2002

2013-02-27

   

Ensayos no destructivos. Ensayo mediante líquidos penetrantes y ensayo mediante partículas magnéticas. Condiciones de observación. (ISO 3059:2001)

UNE-EN ISO 10993-12:2009

2013-02-27

   

Evaluación biológica de productos sanitarios. Parte 12: Preparación de muestras y materiales de referencia. (ISO 10993-12:2007)

UNE 23407:1990

2007-05-01

   

Lucha contra incendios. Hidrante bajo nivel de tierra.

UNE 1180:1998 EX

2013-02-21

   

Archivadores y clasificadores. Criterios ecológicos.

UNE 1181:1998 EX

2013-02-21

   

Etiquetas de papel. Criterios ecológicos.

UNE 102011:1986

2013-02-27

   

Escayolas para la construcción. Especificaciones.

UNE 155000:2013

2013-02-27

   

Frutas y hortalizas frescas. Producción controlada. Requisitos generales.