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Il settore agroalimentare e la crisi: una certezza occupazionale

L’industria alimentare italiana rappresenta il quarto comparto per numero di imprese.

Nell’industria alimentare, il grado di internazionalizzazione attiva, misurato sulla base dell’incidenza delle attività realizzate all’estero da controllate italiane rispetto al complesso di quelle svolte in Italia, è pari al 9,4% in termini di fatturato, al 12,3% in termini di addetti, al 13,3% in termini di fatturato al netto degli acquisti di beni e servizi.

L’industria alimentare in Italia e nei principali paesi europei

Quote percentuali sul totale manifatturiero (anno 2008)

Il contributo alla crescita dell’occupazione

La propensione alla creazione di posti di lavoro nella fase pre-crisi e la tenuta occupazionale nella fase acuta della recessione rappresentano tratti rilevanti delle imprese dell’industria alimentare. Infatti, se si guarda alle variazioni tra il 2008 e il 2009 - ovvero nel periodo di recessione più severa - il settore non è tra quelli del manifatturiero nei quali si sono verificate le maggiori perdite di imprese o di addetti. Al contrario, nel corso del 2009 il comparto ha presentato, rispetto alla media dei settori industriali, un tasso di natalità d’impresa lievemente superiore.

Nel confronto con i restanti comparti industriali, quindi, le imprese dell’industria alimentare hanno mostrato una maggiore propensione alla creazione di posti di lavoro nella fase pre-crisi, mentre negli anni di recessione più acuta hanno evidenziato tassi di creazione di posti di lavoro superiori e tassi di espulsione inferiori.

Fonte: http://www.istat.it/it/files/2011/09/relazioneMonducci18ottobre.pdf

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